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Il turchese

Un mix di verde e di blu, un colore che sa essere sia intenso e ricco come il velluto che fresco e cristallino come l’acqua dell’oceano, il turchese è un jolly che funziona bene con molti colori.

Ne bastano piccoli tocchi per farci definire una stanza turchese: evidenzia, impreziosisce, illumina. Può evocare atmosfere retrò o un design pulito e moderno, è un colore con cui difficilmente si sbaglia, a patto di dosarlo bene e di restare in una palette limitata. Di seguito suggestioni, combinazioni ed innumerevoli declinazioni cromatiche.

Un’atmosfera eterea e fredda, dal bianco al nero, passando per i toni neutri del bege e del grigio, ma basta un percentuale davvero modesta del colore del mare che tutto diventa vibrante e vivo.

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Alziamo la posta, un rosa intenso, fuxia e via fino al rosso… continua a funzionare magnificamente.

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Verde lime, giallo, verde oliva, ocra e ancora prugna e ciclamino, le sfumature si rincorrono e si valorizzano a vicenda.

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Un colore forte, dominante, ma al tempo stesso “socievole”, che ben si combina a tantissimi altri con effetti diversi, ma sempre sorprendenti.

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Se siete timidi limitatevi a pochi tocchi, un cuscino o una candela che sapranno comunque farsi notare, in caso contrario… osate!

accessori-turchese1 Cuscino da pavimento Maisons du Monde

2 Sedia Pantone-16874 Seletti

3 Lanterna rotera IKEA

4 Bicchiere godta IKEA

Poltrona vago IKEA

6 Piatto godta IKEA

7 Carrello raskog IKEA

8 Teiera Zara Home

Cornice Zara Home

10 Sgabello Maisons du Monde

11 Poltrona da giardino copacabana Maisons Du Monde

12 Orologio da cucina vintage Bai Design

Sabrina

отдых на бали в мае

Fare casa

Interior-design-small-flat-Pink-Shades8 Un architetto può progettare una casa, un imprenditore edile può costruire una casa, un agente immobiliare può vendere una casa, un imbianchino può ridipingere una casa, ma solo chi ci vive può fare una casa.

Sono al quinto post e solo ora mi è chiaro il vero motivo per il quale ho creato idecor, ma partiamo dal principio: ormai quasi un anno fa ho comprato la mia prima casa.

E stato un momento assurdo, sono passata per ogni stato emotivo possibile, dall’eccitazione più sfrenata all’angoscia più profonda.

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Decidere di intraprendere quest’avventura, fare mille volte i conti, scegliere fra decine di appartamenti visitati, secondo quella che è diventata la mia personalissima teoria dell’abitare, analizzare quartieri più o meno distanti dal mio facendo incursioni nelle ore più disparate della giornata e tutto per decidere quale sarebbe stata la manciata di metri quadri che avrebbe fatto da sfondo alla mia vita da adulta.

L’entusiasmo delle prime visite è esaltante, infantile, incosciente, supportato dal fatto che non avendo ancora piena cognizione di quale sia l’effettiva portata dell’operazione, in termini economici, di tempo, di nervi, di energia, è come scoprire all’improvviso una nuova, fantastica e gigantesca categoria di shopping che fino a quel momento, chi sa per quale assurdo motivo, avevamo completamente ignorato.

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Visita dopo visita, quartiere dopo quartiere, comincia la fase dei conti. I 2/3 degli appartamenti che avevo visto erano fuori dalla mia portata ed il 90% dei quartieri che avevo preso in considerazione erano da scartare: panico.

Decido così di affrontare la questione con sistematica scientificità, elenchi, liste, note, appunti, schemi, mappe… ma niente: più definisco punti fermi come prezzo, metratura, zona, più l’offerta sul mercato langue.

Ecco lo sconforto alimentato anche dai “pacchi”, ho visto cose… che nemmeno nelle ambientazioni di Blade runner, spacciate per particolarissimo, ricercatissimo, rifinitissimo!

E così andavo avanti, abbandonato anche il metodo scientifico e affidandomi ai VENDESI attaccati ai portoni, con le indicazioni di amici e parenti, con ricerche sugli appositi siti che però davano pochissimi frutti perchè avendo imparato gli eufemismi usati nelle descrizioni avevo imparato a evitare i famosi pacchi.

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Ed ecco sotto i miei occhi l’ennesimo annuncio fuffa, ovvero un annuncio dal prezzo allettante, uno dei miei quartieri preferiti, metraggio minimo, ma sufficiente… vediamo, sarà il solito piano interrato? No, è un quinto. Allora affaccia su un muro? Mmmm no, oserei dire che dalle foto sembrerebbe un affaccio arioso. Allora ecco, non ha l’ascensore! Nemmeno, c’è!

Così decido di andare a vederlo sopratutto per smascherare il problema che sicuramente doveva esserci!

Bene, quell’appartamento pieno di luce, con un delizioso balcone con un affaccio incredibilmente arioso, piccino ma accogliente, al quinto piano di un palazzo in cemento armato appena ristrutturato, in un bel quartiere vicinissimo a quello in cui sono nata, collegato con ogni mezzo pubblico, posizionato in un parco in modo che tutto quello che si sente è il cinguettio degli uccellini e non il traffico pur essendo in pieno centro… ecco quell’appartamento da Giugno 1012 è il mio appartamento.

Al momento del rogito avevo sempre immaginato che sarei stata eccitatissima dopo questa avventura infinita, invece no. Ero contenta, ma anche preoccupata e tesa, e dopo qualche giorno ho realizzato che era così che dovevo sentirmi, avevo preso finalmente coscienza fino in fondo di cosa avevo fatto.

Senza l’epopea durata quasi due anni forse oggi non mi sentirei così convinta della mia scelta, ovviamente considerando il fatto che non avevo nessuna fretta di andarmene da casa dei miei.

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Và da sè che nel caso in cui ci si debba spostare in tempi stretti il processo deve essere necessariamente diverso nei tempi e nelle modalità.

E quindi ho avuto il mio lieto fine.

Per 15 giorni circa.

Si perchè poi ho realizzato che era arrivato il momento di radere al suolo tutto e rifarlo completamente ed è qui che entra in gioco il BLOG.

Sono un architetto e di case ne ho fatte, ma quando si tratta della propria casa… che ve lo dico a fare!

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Ho fatto tali e tante ricerche, per mesi, in lungo e in largo da accumulare una quantità di materiale mostruosa e non potendo utilizzare tutti gli spunti e le idee che ho scovato nei più reconditi angoli del web, delle edicole, delle case, e mi è sembrato sensato e spero utile, riproporli per quanti come me si troveranno ad affrontare questa bellissima avventura.

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Questo è uno degli appartamenti trovati in rete, precisamente qui, le cui foto mi davano sollievo e mi distoglievano dal pensiero della mia minuscola casetta invasa da una quantità di calcinacci incredibile.

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Linee pulite, materiali di qualità, una tavolozza di colori armoniosa, un’atmosfera ricercata, luminosa e femminile.

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Forse un pò troppo “tutto coordinato” ma non mi dispiacerebbe passarci qualche giorno, magari come appartamento in affitto, in una bella città da visitare, a lavori finiti ovviamente!

Sabrina

туроператор по танзании