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Appartamento D+E Napoli

E’ la prima volta che pubblico sul blog un mio progetto, spero possa fornire spunti ed idee.

Una porzione di fabbricato, più precisamente  due ambienti che insieme formano un rettangolo di circa 80mq con aperture su un solo lato lungo.

Tante le richieste dettate da abitudini, sogni e… un bimbo in arrivo.

Cucina, soggiorno, due camere, tre bagni, angolo studio, ripostiglio/lavanderia, dispensa, grandi docce ad incasso, recupero di un grande tavolo rotondo in marmo nero e tanti tanti armadi.

appartamento D+A idecorMai fatto un rilievo così velocemente, semplicemente un rettangolo.

Il più delle volte detesto quegli elementi che vincolano le scelte progettuali, come la posizione degli impianti o delle finestre. Questa volta che invece era tutto modificabile ho sentito la mancanza di qualche perno fisso, un punto obbligato intorno al quale progettare e questo ha reso la sfida più appassionante.

Ecco il risultato.

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Ingresso in soggiorno/cucina, un unico ambiente polifunzionale in cui le varie zone sono identificate e distinte dalle controsoffittature, l’illuminazione e l’uso del colore. Sul lato opposto alla porta di ingresso un’altra porta fa accedere ad un disimpegno con armadio-lavanderia e da qui il bagno per gli ospiti e la dispensa. Subito prima del corridoio la zona studio, a seguire una lunga serie di armadi sul lato cieco della casa. Le due camere da letto sono separate dai bagni, di cui uno cieco dotato di estrattore, entrambi con docce ad incasso.

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 INGRESSO

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 ANGOLO STUDIO

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SALOTTO

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CAMERA MATRIMONIALE

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STUDIO DELL’ILLUMINAZIONE

Uno stile moderno e accogliente, materiali naturali e pratici, colori caldi ed un’illuminazione molto versatile, per lo più invisibile e diffusa per “aiutare” a non sentire la mancanza di luce naturale sul lato senza aperture.

Progettare case, questo è il mio lavoro ed è anche ciò che amo fare. Essere un architetto dà un grande privilegio, quello di entrare nella vita di qualcuno che sceglie di fidarsi di me al punto da affidarmi la progettazione del luogo che accoglierà i suoi momenti più intimi.

Sabrina

Fare casa

Interior-design-small-flat-Pink-Shades8 Un architetto può progettare una casa, un imprenditore edile può costruire una casa, un agente immobiliare può vendere una casa, un imbianchino può ridipingere una casa, ma solo chi ci vive può fare una casa.

Sono al quinto post e solo ora mi è chiaro il vero motivo per il quale ho creato idecor, ma partiamo dal principio: ormai quasi un anno fa ho comprato la mia prima casa.

E stato un momento assurdo, sono passata per ogni stato emotivo possibile, dall’eccitazione più sfrenata all’angoscia più profonda.

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Decidere di intraprendere quest’avventura, fare mille volte i conti, scegliere fra decine di appartamenti visitati, secondo quella che è diventata la mia personalissima teoria dell’abitare, analizzare quartieri più o meno distanti dal mio facendo incursioni nelle ore più disparate della giornata e tutto per decidere quale sarebbe stata la manciata di metri quadri che avrebbe fatto da sfondo alla mia vita da adulta.

L’entusiasmo delle prime visite è esaltante, infantile, incosciente, supportato dal fatto che non avendo ancora piena cognizione di quale sia l’effettiva portata dell’operazione, in termini economici, di tempo, di nervi, di energia, è come scoprire all’improvviso una nuova, fantastica e gigantesca categoria di shopping che fino a quel momento, chi sa per quale assurdo motivo, avevamo completamente ignorato.

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Visita dopo visita, quartiere dopo quartiere, comincia la fase dei conti. I 2/3 degli appartamenti che avevo visto erano fuori dalla mia portata ed il 90% dei quartieri che avevo preso in considerazione erano da scartare: panico.

Decido così di affrontare la questione con sistematica scientificità, elenchi, liste, note, appunti, schemi, mappe… ma niente: più definisco punti fermi come prezzo, metratura, zona, più l’offerta sul mercato langue.

Ecco lo sconforto alimentato anche dai “pacchi”, ho visto cose… che nemmeno nelle ambientazioni di Blade runner, spacciate per particolarissimo, ricercatissimo, rifinitissimo!

E così andavo avanti, abbandonato anche il metodo scientifico e affidandomi ai VENDESI attaccati ai portoni, con le indicazioni di amici e parenti, con ricerche sugli appositi siti che però davano pochissimi frutti perchè avendo imparato gli eufemismi usati nelle descrizioni avevo imparato a evitare i famosi pacchi.

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Ed ecco sotto i miei occhi l’ennesimo annuncio fuffa, ovvero un annuncio dal prezzo allettante, uno dei miei quartieri preferiti, metraggio minimo, ma sufficiente… vediamo, sarà il solito piano interrato? No, è un quinto. Allora affaccia su un muro? Mmmm no, oserei dire che dalle foto sembrerebbe un affaccio arioso. Allora ecco, non ha l’ascensore! Nemmeno, c’è!

Così decido di andare a vederlo sopratutto per smascherare il problema che sicuramente doveva esserci!

Bene, quell’appartamento pieno di luce, con un delizioso balcone con un affaccio incredibilmente arioso, piccino ma accogliente, al quinto piano di un palazzo in cemento armato appena ristrutturato, in un bel quartiere vicinissimo a quello in cui sono nata, collegato con ogni mezzo pubblico, posizionato in un parco in modo che tutto quello che si sente è il cinguettio degli uccellini e non il traffico pur essendo in pieno centro… ecco quell’appartamento da Giugno 1012 è il mio appartamento.

Al momento del rogito avevo sempre immaginato che sarei stata eccitatissima dopo questa avventura infinita, invece no. Ero contenta, ma anche preoccupata e tesa, e dopo qualche giorno ho realizzato che era così che dovevo sentirmi, avevo preso finalmente coscienza fino in fondo di cosa avevo fatto.

Senza l’epopea durata quasi due anni forse oggi non mi sentirei così convinta della mia scelta, ovviamente considerando il fatto che non avevo nessuna fretta di andarmene da casa dei miei.

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Và da sè che nel caso in cui ci si debba spostare in tempi stretti il processo deve essere necessariamente diverso nei tempi e nelle modalità.

E quindi ho avuto il mio lieto fine.

Per 15 giorni circa.

Si perchè poi ho realizzato che era arrivato il momento di radere al suolo tutto e rifarlo completamente ed è qui che entra in gioco il BLOG.

Sono un architetto e di case ne ho fatte, ma quando si tratta della propria casa… che ve lo dico a fare!

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Ho fatto tali e tante ricerche, per mesi, in lungo e in largo da accumulare una quantità di materiale mostruosa e non potendo utilizzare tutti gli spunti e le idee che ho scovato nei più reconditi angoli del web, delle edicole, delle case, e mi è sembrato sensato e spero utile, riproporli per quanti come me si troveranno ad affrontare questa bellissima avventura.

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Questo è uno degli appartamenti trovati in rete, precisamente qui, le cui foto mi davano sollievo e mi distoglievano dal pensiero della mia minuscola casetta invasa da una quantità di calcinacci incredibile.

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Linee pulite, materiali di qualità, una tavolozza di colori armoniosa, un’atmosfera ricercata, luminosa e femminile.

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Forse un pò troppo “tutto coordinato” ma non mi dispiacerebbe passarci qualche giorno, magari come appartamento in affitto, in una bella città da visitare, a lavori finiti ovviamente!

Sabrina

туроператор по танзании

Come ispirarsi nell’arredamento

Spesso, guardando l’immagine di un interno, ci viene da pensare: “lo adoro, voglio una stanza come questa!” e mentre lo pensiamo tendiamo a tralasciare dettagli come il fatto che nell’immagine in foto i soffitti sono alti 5 metri ed hanno travi di legno a vista, la cucina ha un’isola che si potrebbe circumnavigare con un battello, dalla porta-finestra alla francese si intravede una collina sullo sfondo con annesso campo di lavanda fiorito mentre la casa in cui abitiamo magari misura 40 mq, si trova al 5′ piano di un palazzo in cemento armato e dai balconi (se ce ne sono) si può ammirare una manciata di fabbricati analoghi che, se si è abbastanza fortunati, si trovano ad una distanza sufficiente da non svelare i più reconditi segreti dei dirimpettai.

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Non meno ardua si presenta l’impresa se l’immagine ispiratrice in questione ritrae ambienti industriali, loft, baite, e l’appartamento che abbiamo a disposizione è sempre quello citato sopra…

Si potrebbe continuare all’infinito, la sostanza è la stessa, se vuoi abitare in un trullo, comprati un trullo, altrimenti tutto quello che puoi fare è creare una grottesca copia di un trullo, non piu’ realistica di una attrazione da parco giochi, ma…

C’è un ma e quel ma si chiama ispirazione.

Ispirarsi ad un’immagine, ad uno stile non significa cercare di repricarlo, tutt’altro, significa coglierne l’atmosfera, l’essenza ed è su questa che bisogna concentrarsi.

Analizzando l’appartamento di Holly Golightly, a prima vista sembrerebbe che l’essenza sia tutta in quel divano, il divano-vasca, ma non è così.

L’essenza di quell’appartamento è l’assoluta naturalezza con cui convivono oggetti di stili ed epoche diverse, è il gusto di abbinare, accostare, armonizzare (e MAI coordinare!).

Il divano rappresenta sì quel tocco eccentrico che si fa ricordare, ma anche e soprattutto, il perfetto connubio, la fusione fisica, tra qualcosa di romantico, intimo e retrò, la vasca, con qualcosa di nuovo, originale e social, il divano.

Un’idea furba potrebbe essere ispirarsi al concetto che c’e’ dietro un elemento di arredo, ad esempio, in questo caso, il riciclare in modo creativo qualcosa che così com’è ha esaurito il suo ciclo vitale:

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1, 2, 3, 4, 5, 6.

Avendo ben chiara in mente la differenza tra copiare ed ispirarsi possiamo procedere con un pizzico di consapevolezza in più verso la casa dei nostri sogni.

Sabrina

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